Twitter

MEMORIE DAL SOTTOSUOLO

Un appuntamento rimandato. Così può iniziare la storia della mia personale, per non dire discontinua, lettura del primo romanzo di Dostoevskjj “ Memorie dal sottosuolo che “segnò l’inizio di quel rigoglioso filone incentrato sul mondo interiore dei personaggi che compariranno nel Novecento”, come recita a proposito la prefazione al libro. Meno rigogliosa invece è stata la mia costanza nel leggerlo.

memorie_dal_sottosuolo

Troppo difficile, troppo pesante, questi i pensieri in verità che “rigogliavano” nella mia mente impegnatissima a cercare infinite e maldestre vie di fuga da quel libro ormai consumato dalle pieghe della trascuranza, da macchie di caffè precipitate casualmente sulla copertina. Read More »

IL CASO DELLA BAMBINA SPERDUTA

Al centro della scena una vecchia signora travestita da ragazza racconta i suoi confusi pezzi di vita, mentre un giovane ragazzo vestito da adulto ascolta, prende appunti, entra a far parte della messa in scena. Buoi in sala. Così le parole scritte del romanzo di Monica Joris prendono corpo in un unico atto teatrale, sospeso nel racconto di una vita perduta in un’Isola che non c’è, perduta sulle strade di una violenta realtà. La storia della protagonista si confonde, si spezza, si ricompone e tocca al giovane studente di psichiatria riportare le fila del racconto in uno scenario di realtà, per poi rifrantumarlo contro il “muro invalicabile della Follia che ostacola l’accesso alla verità”.

Un non dialogo, ma un avvicinamento sensoriale avviene fra i due protagonisti, una alla ricerca disperata di gridare il silenzio della sua verità e l’altro alla scoperta dell’inquieto vivere dell’ umana follia. Le loro vite si sfiorano, e Giacomo prova a toccare i buchi neri di Carmela, che attraggono e distruggono ciò che li circonda, assaggia i “vuoti incolmabili” che disperdono le vite degli esseri. Read More »

UN’IRRIVERENTE SMORFIA DI CLOWN

All’orizzonte, lungo la linea di confine fra la sconfortante realtà e l’ardito possibile, nella stesso villaggio di At-Tuwani, che si trova sulle colline a sud di Hebron in Cisgiordania di cui si è parlato nel pezzo precedente(“ At-tuwani: venti di umana resistenza”) è successo un bizzarro episodio. La premessa a questo racconto è banalmente tragica, il risvolto è irriverentemente comico.

Ad At Tuwani esiste una scuola che ospita i bambini dello stesso villaggio palestinese e alcuni bambini che vivono nelle vicinanze. Quest’ultimi però per raggiungere la scuola devono attraversare il fantomatico boschetto in cui si annidano alcuni coloni israeliani contrari al loro passaggio. Quando il buon senso ha deciso di emigrare in teste più ospitali, la stupidità può raggiungere livelli maestosi. Per impedire il passaggio ai bambini questi fieri personaggi, armati di sassi e bastoni, hanno pensato di mirare e colpire i corpicini dei bambini per persuaderli dall’andare a scuola. Read More »

AT-TUWANI: VENTI DI UMANA RESISTENZA

C’ era una volta un piccolo boschetto in cima ad un’antica collina solcata da sabbia e terra, spezzata da forti mani umane. Correvano sui fianchi della collina corpi di giovani uomini, ma rotolavano a terra le loro anime sfiancate.  Alcune donne, invece,  raccoglievano  i resti di una promessa ingannatrice e crudele. Entrambi legati da un destino scritto da uomini   nascosti nel boschetto soprastante.

E’ forse giunta la morte, la morte della libertà. E’ forse giunta l’eutanasia della vita” ripeteva, infine, una vecchia ai margini della collina.

Potrebbe essere l’inizio di quelle favole che raccolgono nella loro semplicità la tragica esistenza. Potrebbe essere il prologo della storia di un villaggio, spezzato su un’ antica collina, in cui inciampai qualche anno fa e di cui assaggiai la sabbia agitata da passi tormentati. Read More »