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L’ASTOLFO di Sara Bonomini

Capita a volte di riperdere gli stessi treni, le stesse uscite in tangenziale, le stesse serate di stelle cadenti. Mi capita spesso di essere in ritardo agli stessi appuntamenti, con la conseguenza di perdermi proprio come fece il povero Orlando perso dietro la sottana della bella Angelica.

sara

Dopo essermi laureata in Lettere, dopo una lunga a tratti confusionale gestazione, infatti ho provato a inseguire la mia giovanile speranza di fare la giornalista. Ma mi sono persa. Come un asinello ho lavorato, sudato, perso peli e sono stata attaccata da petulanti zecche , ma sono rimasta al palo.

Ho perso l’occasione di diventare giornalista professionista e non proprio per mia scelta sono rimasta pubblicista giornalista.

Poi, abbandonata l’idea di andarmene a fare del “bene” in qualche paese sofferente per lenire in realtà la mia fatica di esistere, ho provato a fare l’insegnate di Lettere. Ma apriti o cielo: dall’Italia era sparita la possibilità di avere una qualsiasi specializzazione per insegnare nelle scuole pubbliche, così ho preso il salvacondotto di una scuola privata.

Insomma, sono una creatura che a volte non sa né di carne né di pesce.

Ma pazienza alla fine ho indossato le vesti di Astolfo e con il mio personale Ippogrifo sono salita a riprendermi il senno perduto. Come al tempo degli antichi eroi descritti dall’ Ariosto ho visto il senno perduto di uomini e donne nella ricerca di onori, nelle speranze dei signori, dietro alla magiche sciocchezza, altri in gemme, in opere di pittori, in vani disegni che non hanno loco.

Sono ritornata sulla terra ed è scaturito dalla mia immaginazione questo blog L’Astolfo, questo spazio dove possano circolare parole di senno irriverente.